“Tratterete lo straniero che abita fra voi come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”

Levitico 19: 34

lunedì 20 aprile 2015

Un vento che porta da Venezia a Trieste

Ieri pomeriggio si è aperto il nuovo ciclo del cineforum che viene tenuto annualmente presso i locali della Chiesa Metodista di Trieste. Condivido qui di seguito l'introduzione al primo film di quest'anno “Si alza il vento”, di Hayao Miyazaki, ricordandovi che, se foste interessati/e, le prossime 4 proiezioni si terranno ogni domenica alle 17:30 in Scala dei Giganti 1. Buona lettura e... buona visione!

“Da Venezia a Trieste”: il titolo del tema del cineforum organizzato quest’anno dalle chiese elvetica, metodista e valdese di Trieste, con il patrocinio dal Centro studi evangelico Albert Schweitzer, può sembrare un po’ criptico. L’idea originale del gruppo organizzatore nasce con l’intento di valorizzare e far conoscere il premio recentemente introdotto alla Mostra internazionale d'Arte cinematografica di Venezia, assegnato da una giuria nominata da Interfilm. Questa è un’organizzazione internazionale che raggruppa numerose associazioni protestanti Europee, il cui intento è quello di promuovere, attraverso il cinema, il dialogo interreligioso e il confronto tra culture diverse. La presenza, a poche decine di kilometri da Trieste, di uno dei festival del cinema più importanti al mondo, ci ha inoltre dato l’opportunità di valutare moltissime opere: abbiamo dunque scelto quelle che vi andremo a proporre in queste settimane uscendo dall’idea di un tema guida - presente invece nelle passate edizioni - ma affiancando a due film effettivamente premiati dalla giuria Interfilm altri tre che presentano, secondo noi, interessanti argomenti di riflessione.

Iniziamo quindi questo ciclo con “Si alza il vento” - o Kaze tachinu, secondo il titolo originale - capolavoro del 2013 scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. In questo film, che dovrebbe essere l’ultimo di Miyazaki prima del suo annunciato ritiro, il registra abbandona le stupende “favole” poetiche che lo hanno reso famoso e apprezzato in tutto il mondo, e osa addentrarsi in temi estremamente complessi: la tensione tra la corsa al progresso e la costruzione della guerra, il paradosso di un Giappone ancora in parte rurale che però vuole volgere il suo sguardo verso la tecnologia, la difficoltà del conciliare l’impegno nel lavoro - di estrema importanza nella cultura orientale - con l’amore di una vita. In più, questa ricerca viene accompagnata da un’altra scelta rischiosa: quella di dedicarsi a una biografia animata. E non a caso le contraddizioni del film sono anche quelle di Miyazaki stesso: convinto ecologista ma affascinato dai motori, fervente pacifista in grado però di non sconfessare il passato di un paese in cui la guerra ha da sempre rappresentato cultura e progresso - oltre che, naturalmente, dolore e distruzione.

Miyazaki lo fa senza rinnegare il suo stile poetico e sognatore. Il sogno di Jiro Horikoshi, il protagonista, lo accompagna infatti per tutta la durata del film: dall’infanzia fino alla sua personale realizzazione. Al contempo non potava mancare il tema dell’amore, anch’esso spesso presente nelle opere del regista giapponese, che in “Si alza il vento” si scopre molto più maturo e vero - personalmente ho trovato la scena della “mano” una delle più realistiche e naturali che mi sia mai capitato di vedere al cinema. Poesia e biografia, sogno e (dura) realtà sembrano dunque in questo film perfettamente intrecciate e accompagnate da un impeccabile stile di animazione.

“Si alza il vento”, uscito in Giappone nel luglio del 2013, è stato presentato alla 70a edizione del Festival di Venezia senza tuttavia vincere l’ambito Leone d’Oro. Film comunque molto premiato a livello internazionale è stato assai apprezzato dal pubblico e dalla critica. È dunque un’opera che merita di essere vista anche dai non appassionati di temi fantastici e di animazione i quali, se non l’avessero fatto in precedenza, potranno così avvicinarsi ad un registra che resterà sicuramente nella storia del cinema.

Lasciamoci dunque accompagnare da questo vento che si alza portandoci, come una “bora al contrario”, da Venezia a Trieste fino al lontano Sol Levante!

Nessun commento:

Posta un commento