“Tratterete lo straniero che abita fra voi come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”

Levitico 19: 34

lunedì 29 giugno 2015

E vide che ciò era buono

Condivido qui di seguito la breve meditazione con la quale ho introdotto la riunione del Consiglio della FGEI tenuta durante lo scorso weekend a Torino, approfittando di questo post anche per ringraziare il gruppo giovani che ci ha accolto e ci ha regalato una bellissima serata (e che mi ha "tolto" 4 anni e mezzo)! Buona lettura.

Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.” (Genesi 1: 3-5).

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.” (Genesi 1: 29-31).

Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie.” (1 Timoteo 4:4).

Care e caro,

non so voi, ma io personalmente ho sempre trovato molto rilassante la lettura del susseguirsi degli eventi della creazione, scanditi da quei “fu sera, poi fu mattina: primo giorno; secondo giorno; terzo giorno; etc.”. Il Signore che crea, separa, riunisce e plasma; che vede ciò che concepisce e forma come buono; e che partendo dalla luce, piano piano giunge a dare vita all’uomo e alla donna. A noi.

E ogni volta che rileggo questi pochi versetti ho come l’impressione di non sapere come andranno a finire: è vero, è certamente una delle storie più famose della Bibbia, eppure è l’osservare Dio che affronta la creazione passo dopo passo, con sapienza e pazienza, che mi fa riflettere su quanto il nostro mondo sia stupendo e incredibile.

Poi il Signore, dopo aver generato gli esseri umani e prima di andare a riposarsi, dà loro una grande responsabilità, affidando il creato alle loro cure. Un creato che farà da nutrimento e da casa; in equilibrio con se stesso e con l’uomo e la donna; un equilibrio di cui essi però dovranno avere cura: perché “Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie”, riprendendo le parole della prima lettera a Timoteo.

Cura e responsabilità: temi sui quali abbiamo lavorato con forza negli ultimi mesi. Salvaguardia del creato: un altro argomento da sempre fondamentale per la Federazione e per le nostre chiese. Cibo e nutrimento: la tematica del secondo grande Happening giovanile tenuto solo due settimane fa. Questi versetti sembrano dunque suggerirci tante chiavi di lettura inserite nel lavoro attuale della FGEI, e possono essere di grande ispirazione.

Tuttavia ciò che mi torna prepotentemente in mente rileggendo questi versetti è soprattutto la calma con la quale il Signore sta compiendo la sua grande opera: “Dio disse: «Sia luce!» E luce fu”. Da lì in poi ogni passaggio è meditato ma anche deciso; anche se nessuno gli ha imposto di creare, è come se sentisse la responsabilità data da ciò che è buono, che chiama a creare altre cose buone. Tranquillità nella sicurezza di essere nel pieno concepimento di qualcosa di immenso. Certezza che tutto ha bisogno del momento giusto per arrivare a compimento.

E forse questo passo ci prova a dire oggi anche questo: nel nostro piccolo siamo stati/e chiamati/e al servizio per il compimento di un piccolo, piccolissimo, infinitesimale mandato; ci siamo affannati mese dopo mese nel suo sviluppo, accompagnando con le nostre scarse forze e i nostri pochi doni una Federazione in crescita, in via di maturazione; alcune volte siamo apparsi particolarmente stanchi e sfiduciati - è vero - ma quasi sempre abbiamo potuto “vedere che ciò era buono”!

Allora forza. E coraggio! Non è ancora tempo del riposo: non siamo ancora al settimo giorno. Non di questo mandato e men che meno delle nostre vite, nelle quali verremo certamente chiamati/e a tanti altri compiti e servizi per le chiese e non soltanto! Fermiamoci per un momento a guardare il cammino compiuto negli ultimi 20 mesi, e passo dopo passo riprendiamo insieme - tra noi e con la Federazione - il sentiero che stiamo costruendo verso il XX Congresso. Facciamolo con calma, tranquillità e serietà. Facciamolo prendendoci per mano. Accompagnati/e dal Signore che ci ha affidato questo importante compito, senza dimenticare che davanti a noi, la strada è già tracciata da Gesù.

Amen.

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