“Tratterete lo straniero che abita fra voi come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”

Levitico 19: 34

martedì 28 luglio 2015

Movida triestina

Torna l’estate e con l’avvicinarsi di Agosto "Il Piccolo", quotidiano di Trieste, è in crisi di notizie: negli ultimi giorni niente risse, nessuna banda di writers minorenni né gruppi anti-writers alla riconquista della città; anche le deiezioni canine sembrano in diminuzione! (Stitichezza estiva?) E allora di cosa parlare? Cosa scrivere per accendere animate conversazioni nei bar e nelle osterie? Beh, c’è sempre la famosa Movida Triestina© che miete vittime tra la incolpevole popolazione locale! Ho deciso quindi di dare il mio contributo, condividendo una breve testimonianza personale che avevo scritto su Facebook un anno fa per denunciare il pesante stato di degrado nel quale siamo costretti a vivere qui, nel dimenticato nord-est d’Italia. Buona lettura!

Una serata come tante

Trieste, venerdì notte. Stanco dopo una lunga giornata di lavoro torno a casa verso le 23. Sono quasi di fronte alla stazione centrale quando il mio scooter viene centrato da una raffica di mitragliatrice che mi manca per pochi centimetri. Finisco a terra sanguinante e ho appena il tempo di rialzarmi a fatica quando vedo una ventina di giovani con il volto coperto da passamontagna correre con delle molotov in mano verso un vicino negozio di liquori. Scappo correndo a perdifiato, fin quando, senza nemmeno accorgermene, mi trovo nel borgo teresiano, noto quartiere a luci rosse della città. Cinque prostitute si fanno vicine, ma vedendomi titubante chiamano la loro maitresse che dalla porta del suo bordello minaccia di spararmi se non me ne vado immediatamente: sembra che le stia spaventando la clientela. Mi allontano a passo svelto ma non posso passare al di là di Canal Grande: una rivolta popolare sta bloccando tutti i ponti - compreso Ponte Curto - mentre di fronte a Sant’Antonio Nuovo un gruppo di rivoltosi sta organizzando l’esecuzione sommaria di tre “tubi”. Confondendomi tra la folla riesco a raggiungere incolume prima via San Nicolò, poi Piazza della Borsa, quindi Piazza Unità dove però è in corso un rave party. Un tizio basso, con i capelli viola e lo sguardo allucinato, sussurrandomi all’orecchio, mi offre Krokodil e Ya ba, mentre il mio sguardo va alle finestre di Palazzo Cheba, dove è in corso una festa con un corpulento uomo circondato da tre ragazze mezze nude. Affretto il passo: casa mia è vicina ma in Cavana una decina di uomini stanno violentando due ragazze mentre altrettanti prendono a calci i loro fidanzati distesi a terra e privi di sensi. Ho ormai passato il portone del mio palazzo quando sopra la testa sento fischiare un razzo che centra le finestre di casa, detonando in un’esplosione che mi scaraventa a terra. Mi sa che dormirò sulle scale. Vi prego, basta con questa movida triestina!

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